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venerdì 16 maggio 2025

PRESENTAZIONE A REBIBBIA DEL LIBRO "PASSO DOPO PASSO"

                                   




Il 16 maggio è iniziata qui a Rebibbia Nuovo complesso la prima tappa del nostro cammino della speranza , prendendo spunto dalle parole di Papa Francesco che ci ha esortato ad uscire dalla nostra comfort zone. Abbiamo deciso di avviare qui la presentazione del nostro ultimo libro "Passo dopo Passo" perché è qui che abbiamo camminato molto io e Suor Rita del Grosso, attraverso i lunghi corridoi del Carcere di Rebibbia ed era giusto restituire a questi luoghi la speranza del c
ambiamento.


                            


Ci hanno seguito molti amici, soci e non dell'associazione Happy Bridge , ma soprattutto è stata con noi l'on. Chinnici eurodeputata nel gruppo PPE che ha tenacemente sostenuto la pubblicazione del libro. Una donna preparata e sensibile che oltre ad avere portato i saluti istituzionali ha portato la sua storia personale di figlia di un magistrato , Rocco Chinnici, ucciso dalla mafia nel 1983.




La sua testimonianza di persona offesa che ha fatto un percorso di riconciliazione con un passato doloroso e che si è lasciata alle spalle il desiderio di vendetta è stata esemplare e significativa per tutti i presenti soprattutto in questo momento storico di chiusure e ristrettezze. Poi ci sono stati gli interventi degli ospiti che hanno raccontato le diverse esperienze di cammino , tra cui Carlo Infante con i suoi walkabout, l'associazione Anaune Amici del Cammino di Santiago con il cammino della misericordia, Eleonora Perotti Ambasciatrice Erasmus plus per il progetto CAXATO verso Santiago de Compostela, l'esperienza della giovane psicologa clinica Fabiola De Rose e quello della veterana Daniela Teresi, le letture della scrittrice Marina Nasti volontaria di Happy Bridge e quelle delle persone detenute. In chiusura l'intervento del cappellano Don Paolo Iacovelli. Il tutto abilmente ed empaticamente condotto dalla giornalista pontina Rosalba Grassi , grande professionista e donna di grande sensibilità. Ringrazio sentitamente la Direzione del Carcere, la vicedirettrice Alessandra Bormioli e Pierdomenico Pastina l'Area educativa, la polizia penitenziaria, ed in particolare Valter e Maria della Segreteria del Direttore per la loro assidua e professionale assistenza. Grazie al mio impagabile amico Paolo Tornaboni che ci ha assistito per la parte musicale e Fulvio Galeota per la parte fotografica. Grazie a tutti coloro che sono intervenuti o che anche se non presenti ci hanno sostenuto in questo percorso. Maggiori dettagli , video e foto li potete trovare sul blog dell'associazione Happy Bridge. Le prossime tappe previste sono Frosinone, Paliano, Teramo, Firenze, Fondo, Roma, ecc. Buon cammino a tutti e chi vuole può unirsi a noi. Copia del libro sarà disponibile gratuitamente in versione PDF sul nostro blog, mentre chi lo volesse in copia cartacea può scrivere all'Associazione Happy Bridge.












martedì 27 agosto 2024

La mia lettera, pubblicata sull'Unità per sensibilizzare le istituzioni sui gravi problemi delle carceri.

 

Lettera aperta alle istituzioni

Mattarella, Meloni e Nordio visitate le carceri e fate qualcosa per gli invisibili: l’appello

Associazione Happy Bridge O.D.V Associazione di volontariato in carcere si è rivolta alle principali cariche dello Stato



Lettera aperta

al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella , alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Vice Presidente del Consiglio Antonio Tajani, al Ministro della Giustizia Carlo Nordio, a Viceministro Paolo Sisto, ai Sottosegretari alla Giustizia Andrea del Mastro delle Vedove e
Andrea Ostellari

Eccellenti rappresentanti delle istituzioni, siamo qui a sottoporre a Voi, oggi deputati a valutare e adottare provvedimenti che possano in qualche modo alleviare la grave situazione che da anni ormai sta devastando le carceri italiane, talune considerazioni che nascono da chi, come molti di noi volontari e persone della società civile, ha frequentato il carcere seppur in ruoli e funzioni diverse. Abbiamo visto molti governi transitare negli ultimi 30 anni, ovvero da quegli anni ’90 che forse sono stati i migliori sotto il profilo umano ma anche per le spinte motivazionali che ancora animavano, così come voluto dai nostri padri costituenti , chi immaginava un sistema carcerario rivolto alla rieducazione e reinserimento sociale delle persone detenute. Pensieri elevati che erano in qualche modo legati ad una volontà di rinascita e di riscatto culturale che trovavano fonte di ispirazione da quel periodo storico di dolore che aveva sottratto ingiustamente ed inutilmente tante vite umane. Il Carcere di Ventotene e il successivo Manifesto che ad esso si è ispirato, dovrebbero a nostro avviso essere il faro che dovrebbe illuminare tutta l’attività politica ed anche la società civile, quando ci si trova davanti a territori impervi che sembrano mettere in pericolo la nostra e la vita di tutti, territori sconosciuti ,selve oscure dove regna il male a la depravazione. Ed è qui che, a nostro avviso, risiede la capacità più elevata dell’uomo dei nostri tempi, che dovrebbe avere superato le leggi della vendetta, della violenza ,della guerra e della sopraffazione, che dovrebbe cercare nell’altro non il nemico ma l’avversario con cui dialogare anche se da fronti diversi.


Bisogna avere il coraggio di guardare negli occhi il male, capirne le origini e perché si è generato. Potremmo dilungarci a lungo sulla storia delle persone che hanno commesso atti criminali, sul valore della pena nei secoli, sul valore della giustizia, sulla nascita della criminologia, sui massimi sistemi su cui hanno scritto illustri pensatori e scienziati, e noi lo facciamo spesso nel nostro volontariato quotidiano proprio per sfuggire a quella morsa del pensiero unico che non fa crescere le persone e non le fa andare oltre gli schemi e i pregiudizi. Abbiamo imparato che in carcere non ci sono solo persone cattive, ma persone fragili, spesso deviate nel pensiero, con bassa cultura , persone che hanno conosciuto solo la strada del crimine per ottenere ciò che volevano, spesso per qualche diritto che in tempi lontani non esisteva. Tuttavia abbiamo sperimentato che con un giusto percorso, un percorso di vicinanza vera e costante, molte delle persone che abbiamo assistito in carcere sono cambiate soprattutto nel pensiero e nel profondo dell’anima riconoscendo gli errori ed il male generato. Certamente le difficoltà che si incontrano in questi cammini non sono pochi perché modificare il comportamento di un adulto è complesso e complicato, tuttavia i buoni esempi e la speranza di una vita migliore sono strumenti di cura efficaci. Purtroppo lo stato delle carceri italiane, ad eccezione di qualche esempio virtuoso dovuto ad una efficiente e sensibile Dirigenza unitamente alla preparazione e sensibilità del personale civile e militare presente, non agevola il percorso di rieducazione e reinserimento delle persone detenute.


Il detenuto che entra in carcere aspetta non meno di 6/9 mesi prima di conoscere il suo educatore, il suo psicologo o chi è preposto a delineare il suo percorso trattamentale. Anche le attività trattamentali andrebbero stabilite dall’Area Trattamentale insieme a tutte le componenti della società civile, così come previsto dall’Ordinamento Penitenziario evolutosi negli anni e che ha recepito la necessità di apertura del carcere alla società civile. Il carcere è un problema di tutti, non solo dello Stato, e tutta la comunità deve farsi carico di trovare soluzioni adeguate per il futuro reinserimento sociale delle persone detenute. Nessuno può essere ritenuto così distante dalla realtà carceraria, così come ci insegnano i fatti di cronaca, e forse ce ne rendiamo conto quando qualche nostro congiunto o amico o conoscente rimane coinvolto in taluni atti penalmente rilevanti. E’ bene trovare una collocazione diversa dal carcere per chi si trova a poca distanza dal fine pena, ma occorre tener presente che le persone hanno bisogno di un lavoro per potersi mantenere o di sussidi dello Stato per sopravvivere durante il periodo di detenzione domiciliare se non si vuole correre il rischio di una recidiva. Sicuramente l’ipotesi di un sussidio mensile sarebbe meno costoso del mantenimento giornaliero in carcere(circa 150 euro giornalieri) e ciò creerebbe meno tensioni e conflittualità sociale anche verso le Istituzioni. Altro tema importante è quello della formazione, che purtroppo in carcere non è garantita a tutti, a parte i corsi scolastici che fortunatamente riescono a coinvolgere positivamente il 30% della popolazione detenuta.


I corsi professionalizzanti , un tempo erogati dalle Regioni, oggi sono lasciati alla libera iniziativa di scuole, associazioni, ecc., ed oggi sappiamo tutti che non è facile trovare un lavoro se non si ha una specializzazione, ancor di più per un ex detenuto, ed allora anche qui occorre stabilire degli accordi tra le istituzioni e le imprese attraverso una adeguata conoscenza ed un sistema di incentivi fiscali (La legge Smuraglia che non tutti conoscono andrebbe snellita ed estesa a tutte le tipologie di imprese). Molti sono gli strumenti che il nostro Paese ha a disposizione per rendere il sistema carcerario più umano e adeguato alla sua reale funzione, ma necessiterebbe di personale motivato, istruito e ben disposto verso tale tipo di attività che si basa sulla presa in carico o meglio sulla cura delle persone. Basta agli slogan tipo “sbattiamoli in carcere e buttiamo via la chiave” . Tutti nella vita hanno diritto ad una seconda chance e per molti alla “prima chance” perché la vita non è stata generosa con loro, e chi è stato più fortunato ha il dovere di restituire qualcosa a chi ha ricevuto di meno. Le numerose Associazioni e volontari(migliaia) che si occupano del mondo della detenzione e che assistono le persone detenute e ex detenute nel loro percorso di rinascita, perché non si sentano escluse o emarginate, sanno bene che nel carcere non esiste solo il male perché ogni persona ha una infinità di risorse che può trovare espressione, e perché è proprio dalla carcerazione e privazione della libertà che sono nati personaggi illustri di cui oggi ancora si parla anche attraverso le loro opere d’arte, o personaggi che hanno subito la gogna dei pregiudizi di un’epoca che non ne ha compreso la genialità (Giovanna D’Arco, Galileo Galilei, Giordano Bruno, Caravaggio, Marie Olympe de Gouges, ecc.) e li ha condannati.


Ricordiamo anche i numerosi dissidenti politici che hanno speso e sacrificato la vita per i diritti civili, rinchiusi in carcere perché contro un regime politico antidemocratico. Riteniamo che una Nazione che voglia definirsi civile debba dare dignità a tutte le categorie sociali , soprattutto le più fragili e indifese che non hanno la forza di difendersi. La privazione della libertà è già una grande punizione ma far vivere la pena in modo inumano è inutile , dannoso , e costoso per tutta la società. Apriamo le carceri alla collettività, consentiamo l’accesso in modo più concreto e meno contenuto ai numerosi volontari disponibili a prestare attività a sostegno della popolazione detenuta affinché si senta meno sola e meno abbandonata. Liberalizzate le telefonate come avviene in altri Paesi europei e consentite maggiori accessi ai familiari per garantire una continuità affettiva( 6 telefonate al mese non sono sufficienti). Si consenta ai detenuti l’accesso controllato ad internet per motivi di studio (art.40 O.P.), di relazioni affettive, di accrescimento culturale individuale, rispondendo così a quel diritto costituzionale che vuole gli stessi diritti per tutti i cittadini. I detenuti vanno responsabilizzati nella gestione quotidiana , le punizioni collettive non sono mai state foriere di risultati positivi, anzi hanno sviluppato sentimenti di vendetta, rancore , odio e atti mafiosi.

Ad oggi la popolazione detenuta conta oltre 61.000 detenuti definitivi ,con 8000 detenuti circa con fine pena sotto un anno che forse potrebbero scontare la pena in detenzione domiciliare con specifico programma di reinserimento sociale e lavorativo. Per avere carceri funzionanti ci sarebbe bisogno di almeno 3000 educatori e non 800 come ce ne sono oggi , oltre a psicologi, medici, assistenti sociali, ecc. Dall’inizio dell’anno ad oggi 30 luglio 2024 si sono suicidate 64 persone .Non può essere questo il modo per svuotare le carceri. Le visite che avete programmato ed anticipato nella conferenza stampa aiuteranno forse (forse perché nelle visite programmate per poche ore non emergono le falle dell’istituto carcerario) ad avvicinarvi al mondo degli invisibili di cui scoprirete qualche volto che rimarrà impresso nella vostra mente e speriamo sia di impulso ad un vero cambiamento di passo degno di una classe politica al servizio della propria comunità.

Associazione Happy Bridge O.D.V. 

Associazione di volontariato in carcere


lunedì 12 agosto 2024

L' ALTALENA - INTERVISTA DI REGIONAL RADIO SULLE STORIE E SUI LABORATORI DI SCRITTURA IN CARCERE

 Un programma radiofonico di Antonio Fresa in cui si parla dell'ultimo libro: "DONNE NEL TEMPO E OLTRE IL TEMPO" che riporta tante storie scritte dai detenuti attraverso i laboratori di srittura in carcere

 


 Per ascoltare l'intervista, fai click su questo link

         👉https://www.youtube.com/watch?v=1lc0lj3x8WE&feature=youtu.be&themeRefresh=1👈




sabato 23 marzo 2024

PRESIDIO A REBIBBIA PER DIRE BASTA AI SUICIDI IN CARCERE


 



Sabato 23 marzo a Rebibbia il Presidio, per dire BASTA AI SUICIDI IN CARCERE e per chiedere con forza una riforma del sistema penitenziario italiano che porti alla luce l'art.27 della costituzione.Il carcere così come è organizzato, con le scarse risorse umane e con le carenze strutturali non è in grado di rieducare nessuno, anzi è una scuola di criminalità soprattutto per i più giovani.Le persone che si sono suicidate(e che si suicidano) erano persone fragili non abili a sostenere la solitudine e la assenza di futuro e di speranza, persone senza famiglia e senza sostegno economico e psicologico.Persone e non numeri.

 

Purtroppo in queste condizioni i numeri dei suicidi, già 29 da inizio anno(compresi 3 agenti della Polizia penitenziaria), un suicidio ogni due giorni,saranno destinati ad aumentare e nessuno pagherà per la sottrazione di queste vite, così come molti non pagheranno mai per i crimini occulti commessi.E' un momento difficile per tutti, soprattutto per chi crede ancora nel rispetto della vita , della democrazia, dei diritti umani , nell'equità sociale e tanto altro, e conseguentemente è difficile anche per chi crede  nel dovere e volere difendere tutto ciò, e combattere contro l'indifferenza politica e sociale.



 

 Clicca qui per guardare il video dell'intervento        Intervento Maria Teresa Caccavale


Grazie a tutti coloro che hanno partecipato, che ci hanno messo la faccia, molti con il cuore e con la mente perché fisicamente impossibilitati. Grazie a Carlo Testini, responsabile Arci di Roma e Denise Amerini Dirigente CGIL Roma , all'avv. Alessandro Costa, a Claudio Leone, agli associati  di Happy Bridge e di Sbarre di Zucchero, ai simpatizzanti, alle Forze dell'Ordine presenti in modo discreto.
 

Basta ai suicidi in carcere.

 

 

#associazionehappybridge

#associazionesbarredizucchero

#suicidiincarcere

#carcereecultura

#scuolaincarcere

sabato 23 settembre 2023

PREMIAZIONE DELLE POESIE IN CONCORSO A ROSETO DEGLI ABRUZZI

 




Montepagano, un incantevole borgo collinare immerso nella bellezza dell'Abruzzo. Oggi vi porteremo in un viaggio attraverso l'arte della parola, mentre esploreremo il cuore pulsante del concorso di poesie che si tiene qui ogni anno. Benvenuti al premio di poesia e narrativa.


👉Clicca qui per guardare il video sulla premiazione👈

giovedì 21 settembre 2023

MODELLI DI ARCHITETTURA CARCERARIA NEL MONDO

 

 

I migliori istituti penitenziari in Europa e nel mondo.

 

 La pena non deve essere una tortura, ma deve essere rieducativa e il carcere deve essere un luogo di civiltà, dove la dignità della persona venga rispettata. 

Tutto ciò non appartiene alle nostre carceri dove si muore ancora per i numerosi disagi.




 

giovedì 1 giugno 2023

Rapporto sull'occupazione nelle carceri italiane

Come ogni anno l'Associazione Antigone’, che si occupa di tutelare i diritti delle persone che si trovano in carcere, ha pubblicato un rapporto sulla condizione delle carceri italiane. Dal rapporto emerge soprattutto un dato che riguarda il     sovraffollamento: a fronte di una capienza ufficiale di 51.249 posti (dato che però non tiene conto dei posti non disponibili, che a maggio erano 3.646), al 30 aprile erano detenute 56.674 persone, in aumento del 3,8 per cento rispetto all’anno scorso.

 

 

 

Il tasso ufficiale medio dell’occupazione delle carceri è del 110,6 per cento, ma conteggiando anche i posti non disponibili sale al 119 per cento: le regioni dove la situazione è peggiore sono Lombardia (151,8 per cento), Puglia (145,7 per cento) e Friuli Venezia Giulia (135,9 per cento). L’associazione Antigone fa notare come sul sovraffollamento pesi il ricorso alla custodia cautelare in carcere, pari al 26,6 per cento del totale delle persone detenute, in calo rispetto al passato ma più alto della media europea.

Nell’ultimo anno sono inoltre aumentate le pene di breve durata, come sempre accade quando cresce il numero totale dei detenuti. «Quando il carcere è davvero extrema ratio tende ad ospitare soprattutto persone con pene lunghe, ma quando i numeri della detenzione crescono, crescono anche coloro che sono in carcere per fatti meno gravi», si legge nel rapporto.

Le persone in carcere con una condanna fino ad un anno sono passate dal 3,1 per cento del totale del 2021 al 3,7 per cento del 2022, mentre quelle con una condanna fino a tre anni dal 19,1 per cento al 20,3 per cento. In passato questi due valori erano molto più alti (rispettivamente del 7,2 e del 28,3 per cento nel 2011, per esempio), ma erano scesi notevolmente durante la pandemia, e ora sono tornati a crescere.

Il rapporto fa notare anche come più della metà dei condannati detenuti in carcere debba scontare ancora meno di tre anni. È un dato stabile rispetto al passato: Antigone dice che l’attivazione di misure alternative al carcere per far scontare a queste persone la pena residua potrebbe contribuire a risolvere il problema del sovraffollamento.

Un dato importante rilevato dal rapporto è quello dei suicidi: il 2022 era stato l’anno con più suicidi in carcere di sempre. Si erano uccise in carcere 85 persone su un totale di 214 morti, ovvero più di una ogni quattro giorni. Di queste 85 persone, 5 erano donne, 36 straniere e 20 senza fissa dimora.

L’età media era di 40 anni. La persona più giovane era un ragazzo di 20 anni, la più anziana un signore di 71 anni. La maggior parte di queste persone (50, ossia quasi il 60 per cento) si era uccisa nei primi sei mesi di detenzione (21 persone si erano uccise nei primi tre mesi, 16 nei primi dieci giorni e 10 addirittura entro le prime 24 ore dall’arrivo in carcere). 28 persone avevano precedentemente messo in atto almeno un tentativo di suicidio (e in 7 casi anche più di un tentativo).

Il rapporto rileva una serie di problemi strutturali delle carceri, giudicate vecchie, anguste e in alcuni casi prive dei minimi servizi per rendere la vita al loro interno accettabile. Nel 2023 Antigone ha visitato 97 dei 189 istituti di pena italiani: di questi, il 20 per cento era stato costruito tra il 1900 e il 1950 e un altro 20 per cento addirittura prima del 1900. Nel 35 per cento delle carceri visitate c’erano celle in cui non erano garantiti 3 metri quadri calpestabili per ogni persona detenuta, nel 12,4 per cento c’erano celle in cui il riscaldamento non era funzionante, nel 45,4 per cento c’erano celle senza acqua calda, e nel 56,7 per cento celle senza doccia.

Per quanto riguarda i motivi per cui sono detenute, il rapporto spiega che la maggior parte delle persone è in carcere per reati contro il patrimonio (ovvero furti, rapine, truffa, usura, 32.050 persone), seguiti da reati contro la persona (24.402) e reati in violazione della normativa sulle droghe (19.338). Seguono poi le persone detenute per reati contro la pubblica amministrazione (9.302) e quelle detenute per associazione di stampo mafioso (9.068).

Continuano a diminuire i detenuti in attesa di una condanna definitiva. Al 30 aprile erano il 13,9 per cento del totale quelli in attesa di primo giudizio, il 6,4 per cento quelli che avevano fatto ricorso in appello e il 4,3 per cento quelli che attendevano il terzo grado di giudizio. I definitivi erano 41.628, il 73,4 per cento dei presenti. La percentuale dei detenuti in attesa del primo grado di giudizio sale se si guarda ai soli stranieri (al 30 aprile erano il 15,6 per cento del totale dei detenuti stranieri). Ad oggi i detenuti stranieri in Italia sono 17.723, il 31,3 per cento di tutta la popolazione carceraria, e lo 0,34 per cento delle persone straniere soggiornanti in Italia.

Quanto al residuo di pena da scontare, ci sono enormi differenze tra detenuti italiani e stranieri: tra coloro che hanno ancora da scontare meno di un anno, su un totale di 7.259 persone gli stranieri sono 3.052 (il 42,04 per cento), mentre sono molti meno i detenuti stranieri con una pena residua superiore ai 20 anni (76 su 457, solo il 16,6 per cento), e 123 su 1.856 stanno scontando un ergastolo (il 6,6 per cento).

 

mercoledì 8 febbraio 2023

EDUCAZIONE ALLA LEGALITÀ NELLE SCUOLE

 Proseguono anche in questo anno i nostri incontri nelle scuole al fine di prevenire la criminalità, il bullismo, la violenza ecc. Il nostro motto è "Prevenire è meglio che curare"



Grazie all'Istituto Cartesio di Roma che ci ha accolto, il giorno 8 di Febbraio, per illustrare le nostre attività agli studenti. È stata una giornata intensa durante la quale abbiamo affrontato le tante problematiche che affliggono la nostra società e in particolare i giovani che cadono spesso nelle trappole del male, dei vizi che portano poi a percorsi di criminalità spesso irreversibili. Come sempre nei nostri incontri, portiamo con noi delle persone testimoni di storie importanti di riscatto sociale e solidarietà. È stata la volta di Claudio Bottan e Simona Anedda, un ex detenuto e una donna affetta da sclerosi multipla che si incontrano, e da quell'incontro nasce un rapporto di aiuto reciproco inaspettato. Due persone con storie di vita diverse che trovano un punto d'incontro nella loro sofferenza reciproca ed insieme riescono ad affrontare paure e solitudini.

 

Si riporta l'articolo pubblicato sul sito dell'Istituto che ben ci racconta le emozioni e l'interesse suscitati nei ragazzi da questo incontro. 

 

Tutti “A scuola di libertà”

Oggi i ragazzi dell’Istituto Cartesio, nell’ambito del progetto “A scuola di libertà”, presentato dalla docente di diritto Cristiana Di Martino, hanno avuto l’opportunità di parlare di giustizia, disabilità, redenzione e viaggi.
Hanno conosciuto una storia di resilienza, di speranza, un grande amore che combatte contro quelle etichette che diventano un marchio.

Claudio e Simona, Due fenici rinate dalle ceneri delle loro prigioni. Claudio, per sei anni detenuto, continua a portare addosso la prigione della sofferenza provata, del rimorso, di un perdono che tarda ad arrivare. E Simona, prigioniera del suo corpo. Simona, la forza e il motore di Claudio e Claudio le gambe, le braccia, le mani di Simona. Due mondi diversi che si incontrano e combaciano come pezzi di un puzzle.

Grazie Claudio Bottan e Simona Anedda per esservi donati a noi. E grazie alla Dott.ssa Maria Teresa Caccavale e all’associazione Happy Bridge per aver permesso tutto ciò e per essere la voce di chi voce non ne ha.

 



 

venerdì 8 aprile 2022

NUOVO STATUTO ASSOCIAZIONE HAPPY BRIDGE

Allegato A

STATUTO

 

Art. 1 Costituzione

 

1. È costituita l’associazione di volontariato denominata “HAPPY BRIDGE - ODV”, qui di seguito detta “Associazione”.

2. L’Associazione si configura quale organizzazione di volontariato, ai sensi degli artt. 32 e segg. del Decreto Legislativo n. 117 del 2017 (Codice del Terzo Settore), nonché dei principi generali dell’ordinamento giuridico, per il perseguimento senza scopo di lucro neppure indiretto di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

L’Associazione, in virtù dell’iscrizione nell’apposito Registro, adotta la qualifica di ODV e utilizza tale acronimo inserendolo negli atti, nella corrispondenza e in ogni comunicazione e manifestazione esterna della medesima.

3. L’Associazione è disciplinata dal presente Statuto e dagli eventuali regolamenti che, approvati secondo le norme statutarie, si rendessero necessari per meglio regolamentare specifici rapporti associativi o attività.

 

Art. 2 Sede

 

1. L’Associazione ha sede nel Comune di Roma.

2. Con delibera del Consiglio Direttivo potrà essere individuata e trasferita la sede legale, senza necessità di modifica statutaria, purché all’interno del medesimo Comune.

3.Con delibera del Consiglio Direttivo possono essere inoltre istituite sedi operative dell’Associazione in Italia o all’estero.

 

Art. 3 Durata

 

La durata dell’Associazione è illimitata.

 

Art. 4 Oggetto e finalità

 

1. Lo spirito e la prassi dell’Associazione si conformano ai principi della Costituzione Italiana e si fondano sul pieno rispetto della dimensione umana, spirituale e culturale della persona.

L’Associazione è apartitica e si atterrà ai seguenti principi: assenza di fine di lucro, democraticità della struttura, gratuità delle prestazioni dei volontari associati, elettività e gratuità delle cariche sociali.

L’Associazione in particolare ha lo scopo di tutelare i diritti e la dignità dei detenuti e delle loro famiglie, soci e non soci, in conformità a quanto stabilito dalla Costituzione italiana, dagli Ordinamenti e norme nazionali ed internazionali, ed in particolare dall’ Ordinamento Penitenziario nazionale vigente per tutto ciò che concerne le attività di rieducazione, di riabilitazione e reinserimento dei detenuti o ex detenuti o in detenzione domiciliare.

2. Per il perseguimento delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale l’Associazione svolge, prevalentemente in favore di terzi, avvalendosi  in  modo prevalente delle prestazioni dei volontari associati, le seguenti attività di interesse generale di cui all’art. 5 comma 1 del Decreto Legislativo n. 117 del 2017[1]

· d) educazione, istruzione e formazione professionale, ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53, e successive modificazioni, nonché le attività culturali di interesse sociale con finalità educativa

 i) organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale di cui al presente articolo;

·         l) formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo, alla prevenzione del bullismo e al contrasto della povertà educativa;

·         p) servizi finalizzati all'inserimento o al reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori e delle persone di cui all'articolo 2, comma 4, del decreto legislativo recante revisione della disciplina in materia di impresa sociale, di cui all'articolo 1, comma 2, lettera c), della legge 6 giugno 2016, n. 106;

·          q) alloggio sociale, ai sensi del decreto del Ministero delle infrastrutture del 22 aprile 2008, e successive modificazioni, nonché ogni altra attività di carattere residenziale temporaneo diretta a soddisfare bisogni sociali, sanitari, culturali, formativi o lavorativi;

·          t) organizzazione e gestione di attività sportive dilettantistiche;

·         u) beneficenza, sostegno a distanza, cessione gratuita di alimenti o prodotti di cui alla legge 19 agosto 2016, n. 166, e successive modificazioni, o erogazione di denaro, beni o servizi a sostegno di persone svantaggiate o di attività di interesse generale a norma del presente articolo

·         presente articolo

·    v) promozione della cultura della legalità, della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata

·        w) promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici, nonché dei diritti   dei consumatori e degli utenti delle attività di interesse generale di cui al presente articolo, promozione delle pari opportunità e delle iniziative di aiuto reciproco, incluse le banche

·         z) riqualificazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata;

  

 L’Associazione persegue tali attività di interesse generale mediante:

· Istituzione di sportelli di ascolto nelle diverse sedi carcerarie al fine di comprendere e trovare soluzioni alle problematiche della detenzione;

·  ricerca di spazi e risorse da adibire all’accoglienza delle persone detenute ed ex detenute o a anziani e minori in difficoltà;

· Organizzazione di corsi di formazione o eventi culturali di vario genere sia all’interno che all’esterno delle strutture carcerarie al fine di agevolare il reinserimento sociale delle persone detenute o ex detenute;

· Sostegno all’istruzione in carcere attraverso la rete delle scuole e degli insegnanti in carcere al fine di garantire il diritto allo studio di tutti i detenuti;

· Avvio di sportelli di mediazione penale per la riduzione dei conflitti tra le parti;

· Avvio di dialoghi con le Direzioni carcerarie e con il corpo di Polizia penitenziaria al fine di una più solidale e costruttiva collaborazione per rendere meno ostile e più umano il periodo di detenzione;

· Avvio di laboratori di scrittura e di comunicazione informatica in carcere;

· Invio di beni o di denaro alle persone in difficoltà,

· Avvio di attività sportive per l’inclusione sociale di minori, anziani e categorie svantaggiate.

 

3. L’Associazione può inoltre svolgere, a norma dell’art. 6 del Codice del terzo Settore, attività diverse da quelle di interesse generale sopra indicate purché secondarie e strumentali rispetto a queste ultime secondo criteri e limiti definiti con apposito Decreto ministeriale. Tali attività sono individuate con apposita delibera dell’Assemblea.

4. L’Associazione può esercitare anche attività di raccolta fondi - attraverso la richiesta a terzi di donazioni, lasciti e contributi di natura non corrispettiva - al fine di finanziare le proprie attività di interesse generale e nel rispetto dei principi di verità, trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e con il pubblico.

5. L’Associazione svolge inoltre attività di sensibilizzazione ed informazione del pubblico sui temi attinenti alle proprie finalità, si avvale di ogni strumento utile al raggiungimento degli scopi sociali ed in particolare della collaborazione con gli Enti Locali, anche attraverso la stipula di apposite convenzioni, ovvero con altri enti aventi scopi analoghi o connessi con i propri.

 

Art. 5 Associati

 

1. All’Associazione possono aderire tutte le persone che condividano in modo espresso gli scopi di cui all’articolo precedente e che intendano partecipare alle attività dell’associazione con la loro opera, competenze e conoscenze. Il numero degli associati non può essere inferiore al minimo stabilito dal Codice del Terzo Settore; in caso contrario la compagine associativa deve essere integrata entro un anno.

2. Sono associati dell’Associazione coloro che hanno partecipato alla costituzione e quanti altri, su domanda scritta, verranno ammessi dal Consiglio Direttivo e verseranno la quota di associazione annualmente stabilita dal Consiglio Direttivo. Nella domanda di ammissione, l’interessato dichiara di conoscere ed accettare integralmente il presente Statuto, gli eventuali regolamenti e di attenersi alle deliberazioni legalmente adottate dagli organi associativi.

Il Consiglio Direttivo delibera sulla domanda secondo criteri non discriminatori, coerenti con le finalità perseguite e le attività di interesse generale svolte.

La deliberazione di ammissione deve essere comunicata all'interessato e annotata, a cura del Consiglio Direttivo, nel libro degli associati.

3. In caso di mancato accoglimento della domanda di ammissione, il Consiglio Direttivo deve, entro 60 giorni, motivare la deliberazione di rigetto e comunicarla all’interessato il quale, entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione, può chiedere che sull’istanza si pronunci l’Assemblea, la quale, se non appositamente convocata, delibererà in occasione della prima riunione successiva.

4. La quota annuale a carico degli associati non è trasmissibile, né ripetibile in caso di recesso o perdita della qualifica di socio.

 

Art. 6 Diritti e doveri degli associati

 

1. Tutti gli associati hanno uguali diritti e uguali obblighi nei confronti dell’Associazione.

2. L’ammissione all’Associazione non può essere effettuata per un periodo temporaneo, fatta salva la facoltà di ciascun associato di recedere dall’Associazione in qualsiasi momento mediante comunicazione scritta inviata all’Associazione.

3. Gli associati hanno il diritto di informazione e di controllo stabilito dalle leggi e dallo Statuto, di consultare i libri sociali facendone espressa richiesta scritta al Presidente, di partecipare alle assemblee e, se in regola con il versamento della quota sociale, hanno diritto di voto in proprio e per delega, di eleggere ed essere eletti alle cariche sociali.

4. Gli associati hanno l’obbligo di rispettare le norme del presente Statuto, le deliberazioni degli organi dell’Associazione e di pagare le quote sociali nell’ammontare fissato dal Consiglio Direttivo. 5. I volontari associati svolgono in modo personale, spontaneo e gratuito l’attività di volontariato per la realizzazione degli scopi dell’Associazione, quale deliberata dagli organi sociali e ad essi consensualmente assegnata.

6. Non è ammesso per i volontari associati stipulare con l’Associazione alcun tipo di contratto avente come oggetto rapporti di lavoro dipendente o autonomo. L’attività svolta dagli associati non può essere retribuita in alcun modo, neanche dai beneficiari. Al volontario possono essere rimborsate soltanto le spese effettivamente sostenute e documentate per l’attività prestata, entro i limiti e alle condizioni preventivamente stabiliti dal Consiglio Direttivo. Sono in ogni caso vietati rimborsi spese di tipo forfetario.

7. Coloro che prestano attività di volontariato devono essere assicurati contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell’attività stessa, nonché per la responsabilità civile verso i terzi, in conformità a quanto previsto dalla legislazione vigente.

 

Art. 7 Perdita della qualità di associato

 

La qualità di associato si perde per:

§    Decesso;

§    Dimissioni: ogni associato può recedere dall'associazione in qualsiasi momento dandone comunicazione scritta al Consiglio Direttivo; tale recesso avrà decorrenza immediata. Resta fermo l'obbligo per il pagamento della quota associativa per l'anno in corso.

§    Decadenza: la decadenza viene dichiarata dal Consiglio Direttivo trascorsi sei mesi dalla data per la quale è previsto l’obbligo del versamento della quota associativa.

§    Esclusione: la qualità di associato si perde inoltre nel caso in cui la persona compia atti in violazione delle previsioni dello Statuto, dell’eventuale regolamento nonché delle delibere approvate dagli organi associativi, tenga un comportamento lesivo dell’immagine dell’Associazione, o qualora intervengano gravi motivi che rendano incompatibile la prosecuzione del rapporto associativo. Il Consiglio Direttivo delibera il provvedimento di esclusione, previa contestazione degli addebiti e sentito l’associato interessato, se richiesto dallo stesso. Il provvedimento di esclusione dovrà essere comunicato con lettera raccomandata all’interessato, che potrà ricorrere entro trenta giorni all’Assemblea.  In tal caso il Presidente deve provvedere alla convocazione dell’Assemblea entro quindici giorni dal ricevimento della richiesta e l’Assemblea deve essere tenuta entro trenta giorni dalla convocazione.

 

Art. 8 Organi dell’Associazione

 

1. Gli organi dell’Associazione sono:

a) l’Assemblea degli Associati;

b) il Consiglio Direttivo;

c) il Presidente

d) Organo di controllo (eventuale).

2 Tutte le cariche associative sono elettive, sono svolte a titolo gratuito e hanno durata triennale; per gli associati che ricoprono cariche è ammesso il solo rimborso delle spese effettivamente sostenute ai sensi dell’art. 6 del presente Statuto.

 

Art. 9 Composizione e attribuzioni dell’Assemblea degli Associati

 

1. L'Assemblea è il massimo organo deliberante dell’Associazione

2. Possono partecipare all’Assemblea, con diritto di voto e di elettorato attivo e passivo, tutti gli associati, a far data dalla deliberazione di ammissione, purché in regola con il pagamento della quota associativa annuale.

3. Ogni associato ha diritto ad un voto. Gli associati possono farsi rappresentare, mediante delega scritta, da altri associati. Ogni associato può ricevere al massimo due deleghe conferitegli da altri associati.

4. In particolare l’Assemblea ha il compito di:

a)      delineare, esaminare ed approvare gli indirizzi, i programmi e le direttive generali dell’Associazione;

b)        individuare le eventuali attività diverse, secondarie e strumentali da realizzare;

c)      deliberare sul bilancio consuntivo e sull’eventuale preventivo;

d)      eleggere i componenti del Consiglio Direttivo, determinandone il numero, e l’eventuale Organo di controllo;

e)      deliberare sulle responsabilità dei componenti degli organi sociali e promuove azione di responsabilità nei loro confronti;

f)       deliberare sul ricorso dell’aspirante socio in merito al mancato accoglimento della sua richiesta di ammissione, ai sensi dell’art. 5 del presente Statuto;

g)      deliberare in merito al ricorso sul provvedimento di esclusione dell’associato interessato, ai sensi dell’art. 7 del presente Statuto;

h)      deliberare su ogni altro argomento che il Consiglio Direttivo vorrà ad essa sottoporre.

L’Assemblea ha inoltre il compito di:

i)       deliberare sulle modifiche dello statuto dell’Associazione;

j)     deliberare sullo scioglimento, la trasformazione, la fusione o la scissione dell’Associazione stessa.

5. Le deliberazioni assembleari prese in conformità alla legge ed al presente Statuto obbligano tutti gli associati.

 

Art. 10 Convocazione dell’Assemblea degli Associati

 

1. L’Assemblea è composta da tutti gli associati e deve essere convocata dal Presidente, almeno una volta l’anno, entro il 30 aprile, per l’approvazione dei bilanci e ogni qualvolta il Consiglio Direttivo lo ritenga necessario. Essa deve inoltre essere convocata ogni qualvolta ne faccia richiesta motivata almeno un decimo degli associati; in tal caso il Presidente deve provvedere alla convocazione entro 15 giorni dal ricevimento della richiesta e l’Assemblea deve essere tenuta entro 30 giorni dalla convocazione.

2. Le convocazioni dell’Assemblea devono essere effettuate mediante comunicazione scritta da inviarsi almeno 15 giorni prima della data fissata per la riunione, ovvero con altro mezzo idoneo ad assicurare con certezza l’avvenuto recapito entro il predetto termine.

L’avviso deve contenere il giorno, il luogo e l’ora per la prima e la seconda convocazione, nonché l’elenco delle materie da trattare.

 

Art. 11 Validità dell’Assemblea

 

1. L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione; in sua mancanza l’Assemblea è presieduta dal Vice Presidente; in mancanza di entrambi l’Assemblea nomina il proprio presidente.

2. Spetta al Presidente dell’Assemblea constatare la regolarità delle deleghe ed in genere il diritto di intervento all’Assemblea.

3. L’Assemblea è validamente costituita in prima convocazione quando sia presente o rappresentata almeno la metà più uno degli associati. In seconda convocazione l’Assemblea è validamente costituita qualunque sia il numero degli associati intervenuti o rappresentati.

4. Le deliberazioni dell’Assemblea sono valide quando siano approvate dalla maggioranza dei voti. Nel conteggio dei voti non si tiene conto degli astenuti. Per le deliberazioni riguardanti le modifiche statutarie dell’Associazione è necessaria la presenza della maggioranza degli associati ed il voto favorevole di almeno due terzi degli intervenuti in proprio e per delega. La trasformazione, la fusione, la scissione o lo scioglimento dell’Associazione e relativa devoluzione del patrimonio residuo deve essere deliberato con il voto favorevole di almeno i tre quarti degli associati.

5. Le deliberazioni dell’Assemblea devono constare da verbale sottoscritto dal Presidente dell’Assemblea e dal Segretario. Ogni associato ha diritto di consultare i verbali delle riunioni redatti.

6. È ammessa la possibilità che la riunione avvenga per via telematica mediante strumenti di videoconferenza o audioconferenza od altri strumenti tecnologici alle seguenti condizioni di cui si darà atto nei relativi verbali:

a) che sia consentito al Presidente della riunione di accertare l'identità degli intervenuti, regolare lo svolgimento della riunione, constatare e proclamare i risultati della votazione;

b) che sia consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi della riunione oggetto di verbalizzazione;

c) che sia consentito agli intervenuti di partecipare alla discussione ed alla votazione simultanea sugli argomenti all'ordine del giorno, nonché di visionare, ricevere o trasmettere documenti.

 

Art. 12 Nomina e composizione del Consiglio Direttivo

 

1. Il Consiglio Direttivo è l’organo esecutivo dell’Associazione.

2. Il Consiglio Direttivo è eletto dall’Assemblea degli Associati. Esso è composto da un minimo di tre ad un massimo di nove membri, scelti fra gli associati.

3. I membri del Consiglio Direttivo durano in carica tre anni e sono rieleggibili.

Se vengono a mancare uno o più membri, il Consiglio Direttivo provvede a sostituirli nominando al loro posto l’associato o gli associati che nell'ultima elezione assembleare seguivano nella graduatoria della votazione. In ogni caso i nuovi consiglieri scadono insieme a quelli che sono in carica all'atto della loro nomina. Se vengono a mancare consiglieri in numero superiore alla metà, il Presidente deve convocare l'assemblea per nuove elezioni.

4. Il Consiglio Direttivo elegge nel proprio seno il Presidente e il Vice Presidente e assegna gli incarichi di Segretario e Tesoriere scegliendo anche quest’ultimi tra i propri membri.  Se del caso, con esclusione della rappresentanza legale, potranno essere attribuiti fino a due incarichi ad una sola persona.

 

Art. 13 Convocazione e validità del Consiglio Direttivo

 

1. Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente ogni qual volta sia necessario e, comunque, almeno una volta per ogni esercizio per deliberare in ordine al bilancio consuntivo e all’eventuale preventivo da presentare all’approvazione dell’Assemblea degli associati, oppure dietro domanda motivata di almeno due dei suoi membri.

2. La convocazione è effettuata mediante comunicazione scritta da inviarsi almeno 8 giorni prima della data fissata per la riunione. L’avviso deve contenere il giorno, il luogo e l’ora, nonché l’elenco delle materie da trattare.

3. Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente, oppure, in sua mancanza, dal Vice Presidente, ovvero, in mancanza di entrambi, dal componente più anziano di età. Le funzioni di segretario sono svolte dal Segretario dell’Associazione o in casi di sua assenza o impedimento da persona designata da chi presiede la riunione.

4. Le riunioni del Consiglio sono validamente costituite quando vi intervenga la maggioranza dei suoi membri. Le deliberazioni del Consiglio sono adottate con il voto favorevole della maggioranza dei presenti e le medesime dovranno risultare dal verbale della riunione, sottoscritte dal Presidente e dal Segretario. Ogni associato ha diritto di consultare i verbali delle riunioni redatti.

5. È ammessa la possibilità che la riunione avvenga per via telematica mediante strumenti di videoconferenza o audioconferenza od altri strumenti tecnologici alle condizioni di cui si darà atto nei relativi verbali, secondo le modalità previste per l’Assemblea degli associati.

 

Art. 14 Attribuzioni del Consiglio Direttivo

 

1. Al Consiglio Direttivo spetta l’attuazione delle direttive generali stabilite dall’Assemblea e la promozione, nell’ambito di tali direttive, di ogni iniziativa diretta al conseguimento degli scopi dell’Associazione.

2. Al Consiglio Direttivo spetta inoltre:

a)            eleggere, al proprio interno,  il Presidente e il Vice Presidente;

b)            assegnare tra i suoi componenti gli incarichi di Segretario e Tesoriere;

c)            amministrare le risorse economiche dell’Associazione ed il suo patrimonio, con ogni più ampio potere al riguardo;

d)            predisporre, alla fine di ogni esercizio finanziario, il bilancio consuntivo e l’eventuale bilancio preventivo del successivo esercizio, da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;

e)            qualora lo ritenga opportuno redigere un apposito regolamento interno che, conformandosi alle norme del presente Statuto, dovrà regolare gli aspetti specifici e organizzativi della vita dell’Associazione. Detto regolamento dovrà essere sottoposto per l’approvazione all’Assemblea che delibererà con maggioranze ordinarie;

f)             indire adunanze, convegni, ecc.;

g)            deliberare tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione dell’Associazione;

h)            deliberare l’adesione dell’Associazione ad altre istituzioni analoghe;

i)             decidere sull’ammissione, la decadenza e l’esclusione degli associati;

j)             deliberare in ordine all’assunzione di personale dipendente o avvalersi di prestazioni autonome, esclusivamente nel limite necessario a garantire il regolare funzionamento dell’Associazione oppure occorrenti a qualificare o specializzare l’attività svolta;

k)            proporre all’Assemblea il conferimento di onorificenze e/o di cariche onorifiche ad associati o a terzi che abbiano acquisito particolari benemerenze nelle attività proprie dell’Associazione; ai non associati a favore dei quali è deliberato tale conferimento non spettano i diritti di cui all’art. 6, comma 3;

l)             istituire sedi operative, nominando il/i relativo/o responsabile/i, con potere di revoca.

 

Art. 15 Il Presidente

 

1. Il Presidente è il rappresentante legale dell’Associazione di fronte ai terzi, anche in giudizio. Egli è anche Presidente dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo.

2. Il Presidente viene eletto dal Consiglio Direttivo al suo interno, dura in carica tre anni ed è rieleggibile.

3. Egli convoca e presiede l’Assemblea e il Consiglio Direttivo.

4. Il Presidente in particolare:

a)    provvede all’esecuzione delle deliberazioni dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo;

b) è delegato a compiere tutti gli atti di ordinaria amministrazione dell’Associazione e in particolare aprire conti correnti bancari e postali e operare sugli stessi; compiere ordinarie operazioni finanziarie e bancarie; eseguire incassi di qualsiasi natura da qualsiasi ufficio, ente, persona fisica e giuridica, rilasciando quietanze; effettuare pagamenti di qualsiasi natura, ivi inclusi i pagamenti di salari e stipendi ai dipendenti.

Per le operazioni bancarie e finanziarie il Consiglio Direttivo può richiedere la firma abbinata di altro componente il Consiglio.

5. Al Presidente compete la tenuta dei rapporti con gli enti e le istituzioni presenti nel territorio.

6. In caso di urgenza può adottare, altresì, provvedimenti di competenza del Consiglio Direttivo, con l’obbligo di riferirne allo stesso nella prima riunione successiva.

7. Il Vice Presidente sostituisce il Presidente in caso di sua assenza o impedimento, in tutte le funzioni allo stesso attribuite.

 

Art. 16 Il Segretario ed il Tesoriere

 

1. Il Segretario ed il Tesoriere affiancano il Presidente nello svolgimento delle sue funzioni.

2. Al Segretario compete:

a)            la redazione dei verbali delle sedute dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo.

b)            curare la tempestività delle convocazioni dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo;

c)            la redazione dei libri verbali nonché del libro degli associati e del registro dei volontari.

3. Al Tesoriere spetta il compito di:

a)            tenere ed aggiornare i libri contabili;

b)            predisporre il bilancio dell’Associazione.

 

Art. 17 Organo di Controllo

 

1. L’Organo di controllo, monocratico, è nominato qualora l’Assemblea lo ritenga opportuno o per obbligo normativo, ai sensi dell’art. 30, comma 2 del D.Lgs. n. 117/2017.

Il componente dell’Organo dura in carica tre anni, è rieleggibile e può essere scelto anche fra persone estranee all’Associazione, con riguardo della loro competenza, e deve essere scelto tra i revisori legali iscritti nell'apposito registro.

2. L’Organo di controllo:

vigila sull'osservanza della legge, dello statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione;

vigila sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento;

esercita compiti di monitoraggio dell'osservanza delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

Il componente dell'Organo di controllo può in qualsiasi momento procedere ad atti di ispezione e di controllo e, a tal fine, può chiedere agli amministratori notizie sull'andamento delle operazioni sociali o su determinati affari.

3. Esso può esercitare inoltre, al superamento dei limiti di cui all’art. 31, comma 1 del D.Lgs. n. 117/2017, la revisione legale dei conti.

 

Art. 18 Libri sociali

 

1. L’Associazione deve tenere, a cura del Consiglio Direttivo, i seguenti libri:

-      libro degli associati;

-      registro dei volontari, che svolgono la loro attività in modo non occasionale;

-      libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’Assemblea;

-      libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio Direttivo;

2. Il libro delle adunanze e delle deliberazioni degli eventuali altri organi associativi sono tenuti a cura dell’organo cui si riferiscono.

 

Art. 19 Risorse economiche

 

1. Le entrate dell’Associazione sono costituite, nel rispetto dei limiti previsti dall’art. 33 del D.Lgs. n. 117/2017, da:

a) quote associative;

b) erogazioni liberali di associati e terzi;

c) donazioni e lasciti testamentari;

d) entrate derivanti da attività di raccolta fondi;

e) contributi e apporti erogati da parte di amministrazioni pubbliche, compresi i rimborsi derivanti da convenzioni;

f) contributi di organismi pubblici di diritto internazionale;

g) rendite patrimoniali;

h) entrate da attività diverse, svolte in modalità secondaria e strumentale ai sensi dell’art. 6 del D.Lgs. n. 117/2017.

2. E’ vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale a fondatori, associati, lavoratori e collaboratori, amministratori ed altri componenti degli organi sociali, anche nel caso di recesso o di ogni altra ipotesi di scioglimento individuale del rapporto associativo.

3. Il patrimonio dell’Associazione, comprensivo di eventuali ricavi, proventi, entrate comunque denominate è utilizzato per lo svolgimento dell'attività statutaria ai fini dell'esclusivo perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

 

Art. 20 Esercizio finanziario

 

1. L’esercizio finanziario ha inizio il 1° gennaio e si chiude il 31 dicembre di ogni anno.

2. Al termine di ogni esercizio finanziario, il Consiglio Direttivo redige il bilancio consuntivo e l’eventuale preventivo che avrà cura di depositare presso la sede sociale, a disposizione degli associati, cinque giorni prima della data stabilita per l’Assemblea ordinaria annuale, unitamente alla relazione dei revisori, qualora nominati.

3. Dal bilancio devono risultare i beni, i contributi ed i lasciti ricevuti. Gli eventuali utili o avanzi di gestione, così come le componenti patrimoniali con essi conseguiti, non potranno essere distribuiti neppure in modo indiretto, ma dovranno essere devolute in attività, impianti ed incrementi patrimoniali finalizzati al raggiungimento degli scopi dell’Associazione.

 

Art. 21 Trasformazione, fusione, scissione, scioglimento o estinzione

 

1. La trasformazione, la fusione, la scissione, lo scioglimento o l’estinzione dell’Associazione è deliberato dall’Assemblea, secondo le modalità indicate dall’art. 11 comma 4 del presente Statuto.

2. L’Assemblea dovrà provvedere, se del caso, alla nomina di uno o più liquidatori, scegliendoli preferibilmente tra gli associati.

3. In caso di scioglimento dell’Associazione, tutte le risorse economiche che residuano dopo l’esaurimento della liquidazione non potranno essere divise tra gli associati, ma saranno devolute ad altro ente del terzo settore, previo parere positivo dell’Ufficio di cui all’art. 45 comma 1 del D. Lgs. n. 117/2017 allorquando istituito.

 

Art. 22 Disposizioni generali

 

Per quanto non previsto dal presente Statuto, dagli eventuali Regolamenti interni e dalle deliberazioni degli organi associativi, si applica quanto previsto dal Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del terzo settore) e, in quanto compatibile, dalle norme del Codice Civile.

 

 

 

                                                                                                                      Il Presidente

 

 Maria Teresa Caccavale


a)      interventi e servizi sociali ai sensi dell'articolo 1, commi 1 e 2, della legge 8 novembre 2000, n. 328, e successive modificazioni, e interventi, servizi e prestazioni di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, e alla legge 22 giugno 2016, n. 112, e successive modificazioni;