mercoledì 25 ottobre 2023

DONNE NEL TEMPO E OLTRE IL TEMPO


 


Quale è stato il ruolo delle donne nel tempo? Chi sono le donne coraggiose che hanno affrontato le sfide del loro tempo? Donne famose, donne comuni, sconosciute, ma comunque donne che ci hanno messo testa e cuore in quello che facevano. 

Il libro raccoglie le storie di tante donne che hanno lasciato un segno nella vita degli altri, soprattutto degli uomini, donne grazie alle quali oggi il genere femminile non è più relegato solamente a ruoli prestabiliti di mogli o madri, ma anche dato la possibilità di assumere ruoli fondamentali in tutti i settori della società. Tuttavia il cammino è ancora lungo perché ciò che è riconosciuto alle donne sulla carta non trova riscontro nella realtà sociale. 

Ancora troppe difficoltà nella gestione quotidiana, tra lavoro e famiglia, tra pregiudizi e disuguaglianze. Per questo molte donne non ce l’hanno fatta, perché la loro fragilità ha vinto. Forse è tempo di rivedere le strategie di lotta, senza entrare in competizione con gli uomini, per riaffermare invece quel ruolo fondamentale senza il quale l’umanità non potrebbe esistere: 

Senza la donna non c’è vita.





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sabato 23 settembre 2023

PREMIAZIONE DELLE POESIE IN CONCORSO A ROSETO DEGLI ABRUZZI

 




Montepagano, un incantevole borgo collinare immerso nella bellezza dell'Abruzzo. Oggi vi porteremo in un viaggio attraverso l'arte della parola, mentre esploreremo il cuore pulsante del concorso di poesie che si tiene qui ogni anno. Benvenuti al premio di poesia e narrativa.


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giovedì 21 settembre 2023

NUMERI DEI SUICIDI IN CARCERE AGGIORNATI AD AGOSTO 2023


 

       






MODELLI DI ARCHITETTURA CARCERARIA NEL MONDO

 

 

I migliori istituti penitenziari in Europa e nel mondo.

 

 La pena non deve essere una tortura, ma deve essere rieducativa e il carcere deve essere un luogo di civiltà, dove la dignità della persona venga rispettata. 

Tutto ciò non appartiene alle nostre carceri dove si muore ancora per i numerosi disagi.




 

giovedì 6 luglio 2023

INTERVENTO ALLA REGIONE LAZIO DELL'ASSOCIAZIONE HAPPY BRIDGE

 Ieri un confronto tra alcune associazioni del Lazio con l'assessore Luisa Reggimenti ed il Presidente Rocca, presso la sede della Regione Lazio. Un momento formativo  importante che ha portato i presenti a conoscere molte realtà associative sconosciute. Associazioni che si occupano di malattie genetiche rare, di assistenza alla fertilità, di violenza sulle donne, di vittime della strada, di sicurezza,  delle persone scomparse, ecc. 

 



Noi come Happy Bridge presenti per dare voce alle persone detenute. Ognuno ha avuto modo di esporre le proprie richieste ed anche noi abbiamo chiesto maggiori interventi in ambito sanitario negli Istituti penitenziari , sull'istruzione professionale e sul reinserimento lavorativo delle persone detenute, sulla creazione di alloggi per gli ex detenuti senza fissa dimora ,sulla creazione di una banca dati sia per la rilevazione delle buone pratiche ma anche per la schedatura dei detenuti in base alle competenze specifiche.Un terzo settore ampio che cresce sempre di più anche se con tante difficoltà, ma solo così i cittadini hanno la possibilità di rendersi visibili.

 

 
 
Il video completo dell'intervento è visibile facendo click su questo link:

     👉    https://youtu.be/Hfe675PSjXc  👈

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giovedì 1 giugno 2023

Rapporto sull'occupazione nelle carceri italiane

Come ogni anno l'Associazione Antigone’, che si occupa di tutelare i diritti delle persone che si trovano in carcere, ha pubblicato un rapporto sulla condizione delle carceri italiane. Dal rapporto emerge soprattutto un dato che riguarda il     sovraffollamento: a fronte di una capienza ufficiale di 51.249 posti (dato che però non tiene conto dei posti non disponibili, che a maggio erano 3.646), al 30 aprile erano detenute 56.674 persone, in aumento del 3,8 per cento rispetto all’anno scorso.

 

 

 

Il tasso ufficiale medio dell’occupazione delle carceri è del 110,6 per cento, ma conteggiando anche i posti non disponibili sale al 119 per cento: le regioni dove la situazione è peggiore sono Lombardia (151,8 per cento), Puglia (145,7 per cento) e Friuli Venezia Giulia (135,9 per cento). L’associazione Antigone fa notare come sul sovraffollamento pesi il ricorso alla custodia cautelare in carcere, pari al 26,6 per cento del totale delle persone detenute, in calo rispetto al passato ma più alto della media europea.

Nell’ultimo anno sono inoltre aumentate le pene di breve durata, come sempre accade quando cresce il numero totale dei detenuti. «Quando il carcere è davvero extrema ratio tende ad ospitare soprattutto persone con pene lunghe, ma quando i numeri della detenzione crescono, crescono anche coloro che sono in carcere per fatti meno gravi», si legge nel rapporto.

Le persone in carcere con una condanna fino ad un anno sono passate dal 3,1 per cento del totale del 2021 al 3,7 per cento del 2022, mentre quelle con una condanna fino a tre anni dal 19,1 per cento al 20,3 per cento. In passato questi due valori erano molto più alti (rispettivamente del 7,2 e del 28,3 per cento nel 2011, per esempio), ma erano scesi notevolmente durante la pandemia, e ora sono tornati a crescere.

Il rapporto fa notare anche come più della metà dei condannati detenuti in carcere debba scontare ancora meno di tre anni. È un dato stabile rispetto al passato: Antigone dice che l’attivazione di misure alternative al carcere per far scontare a queste persone la pena residua potrebbe contribuire a risolvere il problema del sovraffollamento.

Un dato importante rilevato dal rapporto è quello dei suicidi: il 2022 era stato l’anno con più suicidi in carcere di sempre. Si erano uccise in carcere 85 persone su un totale di 214 morti, ovvero più di una ogni quattro giorni. Di queste 85 persone, 5 erano donne, 36 straniere e 20 senza fissa dimora.

L’età media era di 40 anni. La persona più giovane era un ragazzo di 20 anni, la più anziana un signore di 71 anni. La maggior parte di queste persone (50, ossia quasi il 60 per cento) si era uccisa nei primi sei mesi di detenzione (21 persone si erano uccise nei primi tre mesi, 16 nei primi dieci giorni e 10 addirittura entro le prime 24 ore dall’arrivo in carcere). 28 persone avevano precedentemente messo in atto almeno un tentativo di suicidio (e in 7 casi anche più di un tentativo).

Il rapporto rileva una serie di problemi strutturali delle carceri, giudicate vecchie, anguste e in alcuni casi prive dei minimi servizi per rendere la vita al loro interno accettabile. Nel 2023 Antigone ha visitato 97 dei 189 istituti di pena italiani: di questi, il 20 per cento era stato costruito tra il 1900 e il 1950 e un altro 20 per cento addirittura prima del 1900. Nel 35 per cento delle carceri visitate c’erano celle in cui non erano garantiti 3 metri quadri calpestabili per ogni persona detenuta, nel 12,4 per cento c’erano celle in cui il riscaldamento non era funzionante, nel 45,4 per cento c’erano celle senza acqua calda, e nel 56,7 per cento celle senza doccia.

Per quanto riguarda i motivi per cui sono detenute, il rapporto spiega che la maggior parte delle persone è in carcere per reati contro il patrimonio (ovvero furti, rapine, truffa, usura, 32.050 persone), seguiti da reati contro la persona (24.402) e reati in violazione della normativa sulle droghe (19.338). Seguono poi le persone detenute per reati contro la pubblica amministrazione (9.302) e quelle detenute per associazione di stampo mafioso (9.068).

Continuano a diminuire i detenuti in attesa di una condanna definitiva. Al 30 aprile erano il 13,9 per cento del totale quelli in attesa di primo giudizio, il 6,4 per cento quelli che avevano fatto ricorso in appello e il 4,3 per cento quelli che attendevano il terzo grado di giudizio. I definitivi erano 41.628, il 73,4 per cento dei presenti. La percentuale dei detenuti in attesa del primo grado di giudizio sale se si guarda ai soli stranieri (al 30 aprile erano il 15,6 per cento del totale dei detenuti stranieri). Ad oggi i detenuti stranieri in Italia sono 17.723, il 31,3 per cento di tutta la popolazione carceraria, e lo 0,34 per cento delle persone straniere soggiornanti in Italia.

Quanto al residuo di pena da scontare, ci sono enormi differenze tra detenuti italiani e stranieri: tra coloro che hanno ancora da scontare meno di un anno, su un totale di 7.259 persone gli stranieri sono 3.052 (il 42,04 per cento), mentre sono molti meno i detenuti stranieri con una pena residua superiore ai 20 anni (76 su 457, solo il 16,6 per cento), e 123 su 1.856 stanno scontando un ergastolo (il 6,6 per cento).