martedì 17 giugno 2025

NESSUN BAMBINO PUÒ STARE IN CARCERE

 

Nessun bambino può stare in carcere, neanche uno

Di Denise Amerini

 

 


 

FOTO: LUCA PASQUALINI/AG.SINTESI

 

20 novembre 2024 • 16:55

 

Il carcere non è luogo dove nessun bambino, neanche uno, può stare, può vivere un’infanzia serena. Lì i bambini vedono il cielo attraverso finestre con le sbarre, al raggiungimento dell’età prevista subiscono un brusco allontanamento dalla madre, difficilmente sviluppano un rapporto positivo con le istituzioni.

Il carcere non è luogo dove le madri possano vivere né sviluppare una genitorialità compiuta e serena. E non si può neanche pensare di separare i neonati dalle madri (per quel pensiero per cui alcune donne non rispondono allo stereotipo della buona madre), addirittura rispolverando concetti ormai superati come quello della patria potestà, abolita da 50 anni. Ce lo ricorda la Corte europea dei diritti dell’uomo.




Clicca qui 👉👉"Intervento in Senato" 👈👈per vedere l'intervento



L’appello della società civile

Per questo oltre 100 esponenti e organizzazioni della società civile hanno lanciato l’appello, raccolto anche da parlamentari dell’opposizione, affinché una norma del disegno di legge sicurezza che peggiora notevolmente le condizioni delle donne detenute con figli a carico, non passi. Appello che è stato rilanciato nell’evento “No al carcere per le donne incinte. Ogni bambino e ogni bambina ha il diritto di nascere in libertà”, che si è tenuto al Senato.

La norma in questione, una volta approvata, renderebbe facoltativo il rinvio della pena per le donne madri di figli fino a un anno di età, e per le donne in stato di gravidanza, consentendo, per la prima volta, l’ingresso in carcere alle donne incinte.

Dare affettività

Nella scorsa legislatura era stata presentata una proposta di legge, primo firmatario l’onorevole Siani, che la Cgil ha sostenuto anche con iniziative pubbliche, per normare e dare effettività alle case famiglia per le madri in carcere con i loro bambini. Si tratta di strutture già previste dal nostro ordinamento, ma che non sono mai state realizzate, tranne una a Roma e una a Milano, perché non sono stati previsti finanziamenti. La proposta è stata poi ritirata per la mole di emendamenti, tutti assolutamente peggiorativi, presentati dalle forze di maggioranza.

Istituti a custodia attenuata

Esistono, per accogliere le madri con i loro bambini, gli Icam, Istituti a custodia attenuata, quattro in tutta Italia, che però, per come sono strutturati e organizzati, sempre carceri restano, seppur più dignitosi e più belli.

Il principio che ci ha sempre guidato, nelle nostre elaborazioni, nelle nostre iniziative, è che il carcere debba essere l'estrema ratio sempre, in ogni caso, e che nessun bambino dovrebbe mai stare in carcere, superando sia gli Icam che le sezioni nido interne al carcere.

Passi indietro

Oggi con il ddl Sicurezza si torna invece indietro persino rispetto al codice Rocco, di epoca fascista, con una norma che rivela una chiara matrice di stampo etnico e razzista.

Abbiamo purtroppo sentito tutti le affermazioni da parte di autorevoli esponenti del governo, secondo i quali finalmente si andranno a colpire le donne Rom “abili borseggiatrici che si fanno mettere incinta solo per continuare la loro attività”. Questo, nonostante i pronunciamenti della Corte Costituzionale e delle convenzioni internazionali, che tutelano sempre il primario interesse del bambino.

Principi universalmente riconosciuti

Ricordiamo l’art. 3 comma 1 della convenzione delle Nazioni unite sui diritti del fanciullo, e l’art. 24 comma 2, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. In entrambi si dice che l’interesse superiore del bambino deve essere sempre preminente, in ogni atto compiuto da autorità pubbliche, istituzioni private, tribunali, autorità amministrative, organi legislativi.

Ogni bambino e ogni bambina ha diritto a una infanzia serena, a possibilità di crescita e relazioni sane, e, proprio per il senso e il significato che la Costituzione attribuisce alle pene, alle donne deve essere garantita la possibilità di essere madri nel modo migliore. Abbiamo sostenuto il diritto all’affettività delle persone ristrette, e in questo senso si è espressa la Corte Costituzionale a gennaio scorso. Ma anche in questo caso è passato un anno e nulla è stato fatto.

Vivere la gravidanza in carcere

Oggi per la prima volta con la non differibilità obbligatoria della pena, si consentirebbe l’ingresso in carcere anche alle donne incinte, come se vivere la gravidanza in carcere potesse essere un’esperienza serena, come se non sapessimo lo stato in cui versano quei luoghi, lo stato della sanità penitenziaria, con la riforma del 2008 che ancora non è compiutamente applicata. Non è difficile immaginare cosa potrebbe succedere se una donna incinta si dovesse trovare di fronte a un evento di parto improvviso o se avesse problemi durante il parto.

Opporsi strenuamente

È necessario opporsi strenuamente al ddl Sicurezza e a questa norma del disegno di legge. Lo chiediamo alle realtà della società civile, dell’associazionismo, al mondo accademico, a tutti i soggetti che hanno condiviso con la nostra organizzazione “La Via Maestra” in difesa della Costituzione e dei valori che ispirano la nostra Carta fondamentale.

Chiediamo a tutti coloro che non vogliono arrendersi e che credono che una società migliore e più giusta sia possibile di impegnarsi attivamente perché si conosca quanto il governo intende fare con il disegno di legge sicurezza, perché non passi.

Anche per questo saremo in piazza il 29 novembre, per una società migliore e più giusta, dove i diritti di ogni persona, soprattutto di chi è più debole e fragile, siano garantiti

venerdì 16 maggio 2025

PRESENTAZIONE A REBIBBIA DEL LIBRO "PASSO DOPO PASSO"

                                   




Il 16 maggio è iniziata qui a Rebibbia Nuovo complesso la prima tappa del nostro cammino della speranza , prendendo spunto dalle parole di Papa Francesco che ci ha esortato ad uscire dalla nostra comfort zone. Abbiamo deciso di avviare qui la presentazione del nostro ultimo libro "Passo dopo Passo" perché è qui che abbiamo camminato molto io e Suor Rita del Grosso, attraverso i lunghi corridoi del Carcere di Rebibbia ed era giusto restituire a questi luoghi la speranza del c
ambiamento.


                            


Ci hanno seguito molti amici, soci e non dell'associazione Happy Bridge , ma soprattutto è stata con noi l'on. Chinnici eurodeputata nel gruppo PPE che ha tenacemente sostenuto la pubblicazione del libro. Una donna preparata e sensibile che oltre ad avere portato i saluti istituzionali ha portato la sua storia personale di figlia di un magistrato , Rocco Chinnici, ucciso dalla mafia nel 1983.




La sua testimonianza di persona offesa che ha fatto un percorso di riconciliazione con un passato doloroso e che si è lasciata alle spalle il desiderio di vendetta è stata esemplare e significativa per tutti i presenti soprattutto in questo momento storico di chiusure e ristrettezze. Poi ci sono stati gli interventi degli ospiti che hanno raccontato le diverse esperienze di cammino , tra cui Carlo Infante con i suoi walkabout, l'associazione Anaune Amici del Cammino di Santiago con il cammino della misericordia, Eleonora Perotti Ambasciatrice Erasmus plus per il progetto CAXATO verso Santiago de Compostela, l'esperienza della giovane psicologa clinica Fabiola De Rose e quello della veterana Daniela Teresi, le letture della scrittrice Marina Nasti volontaria di Happy Bridge e quelle delle persone detenute. In chiusura l'intervento del cappellano Don Paolo Iacovelli. Il tutto abilmente ed empaticamente condotto dalla giornalista pontina Rosalba Grassi , grande professionista e donna di grande sensibilità. Ringrazio sentitamente la Direzione del Carcere, la vicedirettrice Alessandra Bormioli e Pierdomenico Pastina l'Area educativa, la polizia penitenziaria, ed in particolare Valter e Maria della Segreteria del Direttore per la loro assidua e professionale assistenza. Grazie al mio impagabile amico Paolo Tornaboni che ci ha assistito per la parte musicale e Fulvio Galeota per la parte fotografica. Grazie a tutti coloro che sono intervenuti o che anche se non presenti ci hanno sostenuto in questo percorso. Maggiori dettagli , video e foto li potete trovare sul blog dell'associazione Happy Bridge. Le prossime tappe previste sono Frosinone, Paliano, Teramo, Firenze, Fondo, Roma, ecc. Buon cammino a tutti e chi vuole può unirsi a noi. Copia del libro sarà disponibile gratuitamente in versione PDF sul nostro blog, mentre chi lo volesse in copia cartacea può scrivere all'Associazione Happy Bridge.












mercoledì 2 aprile 2025

IL PROBLEMA DEL "DOPO CARCERE"


 Presentazione del libro di Emma Zordan a Latina

Il Libro è curato da Suor Emma Zordan






sabato 8 marzo 2025

LE DONNE CHE HANNO CAMBIATO IL MONDO

UN OMAGGIO A TUTTE LE DONNE - 8 Marzo 2025

 





Il video che ci mostra queste figure iconiche non è solo un elenco di nomi, ma un "atlante di rivoluzioni silenziose". Marie Curie, con le sue mani che trasformavano atomi in luce, ha insegnato che la scienza non ha genere. Maria Montessori, architetta di menti, ha dimostrato che l’educazione è un atto d’amore. Giovanna D’Arco, fiamma di coraggio in un’epoca di ferro, ha incarnato la resistenza contro ogni tirannia. Rita Levi-Montalcini, con le sue scoperte che hanno risvegliato i nervi del mondo, ha mostrato come la curiosità scientifica possa guarire. Madre Teresa, angelo senza ali, ha ricordato che la compassione è la più potente delle forze.  

Queste donne, ciascuna a modo suo, hanno "sfidato i confini del possibile". Non sono state eroine per caso, ma per scelta. Hanno trasformato il loro tempo in un laboratorio di cambiamento, dimostrando che la storia non è un destino, ma un’opera d’arte costruita con determinazione e genio. Il loro lascito? Un mondo dove ogni donna può essere "artefice del proprio destino".

giovedì 19 dicembre 2024

PROGETTO DI SCRITTURA E ARTE TERAPIA "UN ABBRACCIO OLTRE LE SBARRE

Progetto di scrittura creativa e di arteterapia 

"Un abbraccio oltre le sbarre"

Ieri a Rebibbia, presso la Casa Circondariale, abbiamo dato avvio al nostro progetto di scrittura creativa e di arteterapia "Un abbraccio oltre le sbarre".La richiesta di partecipazione è stata elevata, ma purtroppo per motivi di spazio solamente 30 persone detenute sono state autorizzate. 



Momenti di condivisione e di abbracci fraterni con scambio degli auguri natalizi che hanno dato un senso alla nostra presenza.Abbiamo donato alcuni libri gentilmente offerti dallo scrittore /editore Sauro Pellerucci e
dall'editore Isabella Gambini.




Momenti di condivisione e di abbracci fraterni con scambio degli auguri natalizi che hanno dato un senso alla nostra presenza.Abbiamo donato alcuni libri gentilmente offerti dallo scrittore /editore Sauro Pellerucci e dall'editore Isabella Gambini.Nessun giudizio o pregiudizio, ma solamente tanto desiderio di ascoltare.Il pianeta carcere è ancora sconosciuto a molti, anzi a troppi, come un pianeta lontano nell'universo, eppure chi ci entra come volontario diventa una persona migliore.



Fare volontariato in carcere è molto difficile e faticoso , come scalare una montagna in cui bisogna mettere testa, piedi e cuore, e dove non si vede mai la vetta,, ma comunque ci sono le piccole vittorie quotidiane che ti spingono a proseguire.Aiutando gli altri si aiuta anche se stessi




Ringrazio di cuore le mie compagne/compagni di viaggio, Marina Nasti, Laura Grasso, Isabella Gambini ,Riccardo Cioschi , Sauro Pellerucci, Raffaele Federici, Daniela Teresi,Amanda Crupi, per la loro disponibilità e del tempo offerto e che offriranno in totale gratuita '.Le nostre porte sono aperte a chi volesse uscire dalla propria confort zone ed aprirsi a nuove e significative esperienze.Saremmo grati anche a chi volesse donarci risme di carta , pennarelli e penne o un libro sospeso Contattateci alla seguente mail: associazione HappyBridge@protonmail.com





Ringrazio di cuore le mie compagne/compagni di viaggio, Marina Nasti, Laura Grasso, Isabella Gambini ,Riccardo Cioschi , Sauro Pellerucci, Raffaele Federici, Daniela Teresi,Amanda Crupi, per la loro disponibilità e del tempo offerto e che offriranno in totale gratuita '.Le nostre porte sono aperte a chi volesse uscire dalla propria confort zone ed aprirsi a nuove e significative esperienze.Saremmo grati anche a chi volesse donarci risme di carta , pennarelli e penne o un libro sospeso Contattateci alla seguente mail: associazione HappyBridge@protonmail.com

@carcereecultura@istruzioneincarcere@educazione degliadulti @epale@erasmus@associazionehappybridge

lunedì 7 ottobre 2024

LA NOSTRA VISITA AL CARCERE DI CASTROGNO

  

VISITA AL CARCERE DI CASTROGNO


Delegazione in visita al carcere di Castrogno


Ieri la nostra visita alla Casa Circondariale di Castrogno (Te), insieme ad Ariberto Grifoni  Consigliere Regionale del Partito Radicale. L'Istituto diretto da poco dalla Dott. Maria Lucia Avvantaggiato, Direttrice illuminata e preparata, accoglie 356 detenuti di cui 40 donne. Tra le criticità più gravi riscontrate quelle inerenti l'Area sanitaria carente sia nel personale che nelle apparecchiature disponibili, in presenza di detenuti con patologie serie e molti detenuti psichiatrici. Altro problema non di poco conto per le famiglie dei detenuti, è la lontananza dell'Istituto dal centro della città e quindi poco collegato con i mezzi Ovviamente, come del resto in quasi tutti gli istituti penitenziari, un inconsistente numero di funzionari dell'area socio pedagogica e di psicologi. Pochi i corsi professionali con rilascio delle qualifiche, buono invece il comparto scuola. Pochi i detenuti in semilibertà o con art.21 con lavoro esterno. La situazione delle celle, due detenuti per camera, direi migliore rispetto ad altri istituti dove ci sono ancora i cameroni da 6/8/10 detenuti. Molti i detenuti con breve fine pena che non avrebbero motivo per rimanere ancora in carcere e molti che non hanno alloggio e lavoro al fine pena.




Il carcere è ancora un luogo non luogo, lontano dalla realtà, un luogo che non rieduca né reinserisce, e quei pochi, che ce la fanno ad uscire dal girone,  sono fortunati. Il carcere, come lo fu per i manicomi,
dovrebbe essere ripensato totalmente, ed esistere come ultima ratio. E' una istituzione inutile e dannosa perché genera altro crimine, oltre ad essere un costo che grava su tutti noi. Mentre noi ci prodighiamo per un cambiamento culturale della società, cercando di comprendere e di trovare valide alternative, i nostri governanti emanano provvedimenti che aumentano i reati e le pene e chiedono più carcere. Tutto ciò mi rattrista, ma noi continuiamo a batterci per una società più accogliente, inclusiva, gentile, ad abbattere i muri dell'indifferenza, e tanto altro. Potete trovare tutte le interviste integrali sui seguenti link (Fare il copia/incolla sulla barra degli indirizzi del browser)