venerdì 3 settembre 2021

TANTE RICHIESTE DI AIUTO IN AMBITO SANITARIO DAI PENITENZIARI

Articolo pubblicato sul quotidiano 

"Il Dubbio" del 3 Settembre 2021  

 


Detenuti con malattie mentali:

una questione irrisolta

 

Dall’ultimo rapporto dell’associazione Antigone,appare chiaro che nelle carceri permane ilproblema, ancora irrisolto,

dei detenuti con patologiepsichiatriche. Problema che incide molto sugliagenti penitenziaria, i quali per ovvie ragioni nonhanno la competenza per poter rapportarsi con loro.A quello ci devono pensare gli operatori sanitari epsichiatri.Come spiega Antigone nel rapporto, il vigente ordinamentopenitenziario, nello specifico il regolamentodi esecuzione D.P.R 230/2000 agli artt.111 e 112,prevede la possibilità di assegnare detenuti affettida patologie psichiatriche in sezioni speciali, oggidenominate “articolazioni per la salute mentale”,volte a garantire servizi di assistenza rafforzata perrendere il regime carcerario compatibile con i disturbipsichiatrici. Tali reparti sono destinati a condannatio internati che sviluppino una patologia psichiatricadurante la detenzione o a condannati affettida vizio parziale di mente, e si prevede che la permanenzanelle suddette sezioni non debba essere superiorea trenta giorni. Lo scopo formale è quello digarantire a questi soggetti un’attività di tipo terapeuticoe riabilitativo in maniera continuativa e individualizzata.Tuttavia, le criticità che si riscontranoall’interno di queste sezioni, in molti casi del tuttosprovviste di adeguati percorsi trattamentali e risocializzanti,finiscono per rendere nulle le intenzionidi cura che il legislatore si era posto come fine ultimo,diventando terreno fertile per il peggioramentodelle patologie dei soggetti che ne vengono ristretti.Molto spesso infatti, l’approccio terapeutico nellesezioni di osservazione si limita al contenimentodel detenuto, spesso in acuzie, e alla somministrazionedella terapia farmacologica, dando priorità alleragioni di ordine e sicurezza, come dimostrato dallapresenza in alcuni di questi reparti delle cosiddettecelle lisce. D.A.

 

Tante richieste di aiuto in ambito sanitario


L'articolo 32 della Costituzione,tutela la salute come diritto fondamentale dell'individuo.

 


Purtroppo, senza per questo negare eccezioni, non è ancora così.
Tanta sollecitudine ed efficienza per i vaccini a cui non corrisponde altrettanta efficienza per altre patologie. 

In carcere i problemi si amplificano e i diritti si assottigliano sempre di più, così anche il diritto di ricevere le giuste cure. Da molte carceri arrivano richieste di aiuto in ambito sanitario. Carenza  di medici e di personale paramedico, così come di personale di sorveglianza. Nel carcere di Frosinone è in atto una manifestazione pacifica a tale riguardo. La Direzione è informata così come anche la Asl di competenza ed il Garante Regionale del Lazio. Speriamo che qualcuno si muova prima che arrivi qualche altra notizia di suicidio.

 


Quando si parla di carcere tutto va a rilento e tutto può essere rinviato. I diritti sono per tutti senza distinzione alcuna di razza, sesso, lingua religione, opinioni, così recita l'articolo 3 della Costituzione e le norme di diritto internazionale.
Troppe poltrone senza senso e nessuno che si assume il dovere di una decisione fondamentale per la vita degli ultimi.
 

 

MARIA TERESA CACCAVALE
volontaria in carcere e Presidente
dell'associazione Happy Bridge

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