giovedì 17 settembre 2026

PRESENTAZIONE LIBRO/DIARIO SUNJAY GOOKOOLUK

 


Ieri presso la Chiesa Metodista di via Firenze a Roma la presentazione del libro/diario di Sunjay Gookooluk, di origini Mauriziane, mio ex alunno che ha attraversato prima il girone dell'inferno carcerario e poi quello del CPR di Ponte Galeria a Roma.
 



Più di 30 anni trascorsi in Italia, di cui una decina in carcere, dove ha studiato e lavorato, ha vinto concorsi di poesia, ha fatto corsi di mosaico con attestato finale, premiato e elogiato. Uscito dal carcere non ha avuto più una identità, nessun documento che attestasse il suo buon percorso e la sua idoneità a rimanere in Italia ed essere reintegrato. 
 


Per la giustizia lui è rimasto una persona pericolosa come in fase di sentenza originaria. Lo conosco da più di 20 anni e dico che Sunjay in questi anni di calvario fortunatamente non ha perso la sua anima, come invece è successo ad altri, ed ha fatto male solo a se stesso. I CPR sono luoghi peggiori del carcere perché li sei veramente solo e abbandonato dalle Istituzioni che ti offrono vitto e alloggio in attesa del rimpatrio.
Un libro da leggere per comprendere meglio il mondo dei molti invisibili che abitano in questo mondo, un mondo pieno di ombre ma anche di luci potenti.
Grazie agli organizzatori e a chi ha partecipato con interesse e cuore aperto all'ascolto. 
 
 

 
@chiesametodista@associazionehappybridge@lascuolaincarcere

ERASMUS+ A LISBONA

 


 
Fatti non foste a viver come bruti... ma per seguir virtude e canoscenza..
Anche noi di Happy Bridge seguiamo il monito di Ulisse, desideriamo conoscere come va il mondo, come funzionano le cose in altri Paesi, Solo dall'ascolto e dal confronto possiamo migliorarci. Ed ora siamo qui a Lisbona , nella terra dei grandi esploratori, di coloro che volevano varcare i propri confini., Da li che iniziarono le grandi migrazioni....... 
  
Noi siamo qui per esplorare il mondo della formazione scolastica per adulti , ed in particolare degl adulti ristretti., visitando scuole, centri di qualifica e strutture carcerarie. 
 
 
Grazie al nostro Staff, ai nostri hostings ed a Erasmus per questa interessante esperienza.

 
@centrodiformazionemojitoebarreira
@lascuolaincarcere
@educazione degli adulti
 

L'IMPATTO DI ERASMUS+ NELL'EDUCAZIONE DEGLI ADULTI - Articolo su Epale Journal

 


Molto felice di aver visto pubblicato il mio contributo sull'impatto delle mobilità Erasmus nell'ambito del nostro Progetto MIE(more inclusive education). Esperienze formative uniche e significative per tutti, soprattutto per le persone con disabilità o persone fragili. Creazione di reti, di contatti e relazioni, scambi di buone pratiche, crescita umana e culturale, condivisione di spazi e tempi. Molti gli aspetti positivi ma anche diverse cose da migliorare.
Grazie sempre a Erasmus per queste opportunità.
Qui di seguito l'articolo: 
 
 
 
 
L’impatto di Erasmus+ nell’educazione degli adulti
su organizzazioni e partecipanti: una lettura comparativa tra Paesi
 
1. Introduzione
 
Al termine di ogni mobilità Erasmus+ emerge con chiarezza l’esigenza di riflettere sul reale impatto educativo
dell’esperienza vissuta, verificando in che misura gli obiettivi progettuali siano stati raggiunti e quali aspetti
possano essere ulteriormente migliorati. In questo senso, la valutazione non riguarda soltanto l’esito formativo
immediato, ma anche la coerenza complessiva dell’esperienza con i principi dell’educazione inclusiva e
dell’apprendimento permanente.
Nel contesto europeo contemporaneo, l’educazione degli adulti assume un ruolo centrale non solo
per la promozione ed acquisizione di competenze professionali, ma anche per il sostegno all’autonomia
personale, alla partecipazione sociale e al benessere psicologico delle persone fragili. Tale prospettiva
acquista particolare rilievo quando i percorsi coinvolgono adulti con disabilità cognitive, sindrome di Down,
disturbo dello spettro autistico ad alto funzionamento, anziani fragili, ex detenuti o persone in condizioni di
vulnerabilità sociale.

2. Quadro teorico
 
La letteratura scientifica internazionale sottolinea che l’educazione degli adulti deve fondarsi su approcci
esperienziali, relazionali e partecipativi. Malcolm Knowles, già famoso ed esperto educatore degli adulti
Statunitense, con la sua teoria dell’Andragogia (Arte e scienza di aiutare gli adulti ad apprendere), evidenzia
che l’adulto deve comprendere la motivazione dell’apprendimento ed apprende in modo più efficace quando
l’esperienza formativa è collegata alla vita reale, quando viene valorizzata l’autonomia e quando il soggetto
partecipa attivamente al processo di apprendimento. Nel modello andragogico è centrale la considerazione
degli adulti come learners, soggetti in apprendimento, che hanno delle specifiche prospettive individuali, dove
il docente è un facilitatore, consulente e favorisce lo sviluppo di capacità di apprendimento autodiretto e di
acquisizione di competenze.
L’impatto di Erasmus+ nell’educazione degli adulti su organizzazioni
e partecipanti: una lettura comparativa tra Paesi134 - Epale Journal | n. 19 June 2026 experiential contributions – ria-ae framework
A tali principi si collega l’apprendimento esperienziale di David Kolb (1984), pedagogista statunitense, secondo
il quale la conoscenza si costruisce attraverso il ciclo esperienza-riflessione-rielaborazione-applicazione. Nel
caso di adulti con disabilità cognitive o fragilità relazionali, queste metodologie risultano particolarmente efficaci
perché sostengono il coinvolgimento emotivo, la motivazione intrinseca e la costruzione di competenze utili
nella quotidianità.
Inoltre, gli studi sull’Inclusive Adult Education mostrano che contesti cooperativi e interculturali possono
contribuire a ridurre l’isolamento sociale e a rafforzare il senso di autoefficacia. In questa direzione si collocano
anche le riflessioni di Paulo Freire (1970) sull’educazione dialogica e rivolta soprattutto alla categoria degli
emarginati sociali, e di Jack Mezirow (1991), sociologo statunitense, noto per la sua teoria sull’apprendimento
trasformativo che consiste nel cambiare la propria visione del mondo mettendo in discussione convinzioni ed
esperienze passate.
Il percorso di trasformazione si sviluppa attraverso l’Autoconsapevolezza, l’esplorazione di nuovi comportamenti,
la costruzione di nuove competenze, l’applicazione delle nuove prospettive nella vita quotidiana.
Si richiamano inoltre le teorie di Albert Bandura (1997) sull’autoefficacia, generata dall’osservazione che gli uomini
fanno e della successiva imitazione dei modelli osservati.
Tutte le suddette teorie sono richiamate nel presente contributo come cornice interpretativa delle esperienze
descritte.
3. Metodologia
Il contributo si basa su un’analisi qualitativa e riflessiva di tre mobilità Erasmus+ realizzate nell’ambito del progetto
2025-1-IT02-KA121-ADU-000323873 promosso dall’Associazione Happy Bridge ODV. La prima mobilità ha
coinvolto il gruppo Staff a Gran Canaria, mentre le successive mobilità hanno interessato il gruppo Learners, con
partecipanti provenienti da contesti diversi e caratterizzati da differenti livelli di fragilità.
La raccolta delle osservazioni è avvenuta attraverso la partecipazione diretta alle attività, il confronto tra i membri dei
gruppi, l’osservazione dei contesti ospitanti e la riflessione sulle ricadute educative e organizzative delle esperienze.
L’impianto del testo privilegia quindi una lettura interpretativa dell’esperienza, con attenzione sia agli aspetti formativi
sia agli effetti sulle relazioni, sull’auto percezione dei partecipanti e sul funzionamento dell’associazione promotrice.
4. Mobilità staff
La prima mobilità si è svolta a Gran Canaria, nella località di Maspalomas, con un gruppo Staff composto da sei
partecipanti. L’esperienza era stata preceduta da una visita preparatoria finalizzata alla definizione del programma
insieme all’ente ospitante, il CEPA di Maspalomas. La settimana di formazione, realizzata dal 2 al 7 marzo 2026,
si è concentrata sull’educazione degli adulti e sulla rieducazione delle persone detenute attraverso il potere
trasformativo della cultura.
La delegazione comprendeva professionisti provenienti da diversi ambiti dell’istruzione e del supporto sociale,
tra cui docenti della scuola serale per adulti, una ex docente ed ex Ambasciatrice Erasmus, un tecnico informatico,
un Funzionario socio pedagogico del Carcere di Rebibbia e la scrivente, già docente in ambito carcerario,
Ambasciatrice Erasmus e Presidente dell’Associazione Happy Bridge ODV. Le attività si sono svolte sia presso
il CEPA (Centro di Educazione degli Adulti) di San Bartolomé de Tirajana sia attraverso visite esterne a istituti
penitenziari, associazioni del territorio e siti culturali.
Presso il CEPA è stato possibile osservare un modello educativo in cui inclusione e scambio interculturale occupano
una posizione centrale. Lo scambio di materiali e simboli rappresentativi delle rispettive realtà ha costituito un
momento significativo di condivisione e di costruzione di identità europea. L’esperienza ha inoltre compreso un
L’impatto di Erasmus+ nell’educazione degli adulti su organizzazioni
e partecipanti: una lettura comparativa tra Paesi135 - Epale Journal | n. 19 June 2026 experiential contributions – ria-ae framework
laboratorio artistico di pittura e découpage, nel quale la dimensione creativa ha favorito l’espressione personale
e la partecipazione di tutti ed eliminando qualsiasi differenza tra i partecipanti.
Tale approccio è proseguito anche nelle classi di spagnolo avanzato, dove la partecipazione alle attività di lettura
e interazione con gli studenti del CEPA ha trasformato la lezione in uno spazio di inclusione sociale. In questo
quadro, l’esperienza ha mostrato come la pratica manuale e la riflessione linguistica possano integrarsi in modo
efficace, soprattutto quando si lavora con adulti fragili o con bisogni specifici.
Altamente significativa è stata la visita agli Istituti penitenziari di Las Palmas che ha consentito allo staff della
nostra associazione di acquisire informazioni utili in merito a modalità gestionali del sistema carcerario spagnolo
e poterle confrontare con quelle italiane.
5. Mobilità Learners
Le successive mobilità hanno coinvolto il gruppo dei Learners, composto da sei partecipanti e due accompagnatori
per ciascun gruppo. I partecipanti includevano persone con disabilità, tra cui una persona con sindrome di Down
e una con ritardo cognitivo, oltre ad adulti con fragilità economiche e sociali, anziani fragili ed ex detenuti.
Le attività, realizzate a Rijeka e Maspalomas, si sono concentrate sull’apprendimento linguistico, in particolare
dell’inglese e dello spagnolo, ma anche su esperienze laboratoriali artistiche, utilizzo delle tecnologie e
conoscenza delle culture locali. La varietà del gruppo si è rivelata un punto di forza, poiché ha favorito un clima
collaborativo, coeso e partecipato.
La presenza di persone con disabilità ha contribuito a rendere l’ambiente più accogliente e attento alla relazione,
stimolando ascolto, aiuto reciproco e cura dell’altro. In questa prospettiva, il gruppo eterogeneo ha rappresentato
non un ostacolo, ma una risorsa educativa. Le attività culturali e le visite ad associazioni impegnate nel sostegno alle
categorie fragili hanno inoltre permesso di osservare modalità diverse di gestione del volontariato sociale nei Paesi
coinvolti.
6. Impatti sui partecipanti
L’impatto delle mobilità non può essere valutato soltanto in termini di competenze linguistiche o professionali.
Esperienze di questo tipo incidono infatti anche sulla dimensione personale, relazionale e identitaria dei partecipanti,
attivando processi di empowerment difficilmente ottenibili attraverso percorsi formativi tradizionali.
Per molti adulti, soprattutto in condizioni di fragilità sociale o relazionale, la mobilità rappresenta una prima occasione
concreta per uscire dal proprio contesto abituale e confrontarsi con ambienti culturali differenti. Questo passaggio
contribuisce a rafforzare la percezione di sé, il senso di autoefficacia e la disponibilità ad affrontare nuove sfide.
Dal punto di vista educativo, le mobilità hanno favorito lo sviluppo di competenze trasversali fondamentali:
autonomia, adattabilità, problem solving, gestione delle relazioni interpersonali, capacità comunicative e
cooperazione anche attraverso gli strumenti digitali. Anche sul piano emotivo si è osservato un cambiamento
significativo, con una maggiore apertura verso gli altri, un miglioramento dell’autostima e una riduzione del
senso di isolamento sociale.
7. Impatti sulle organizzazioni
L’esperienza Erasmus+ ha avuto ricadute positive anche sull’Associazione promotrice. La progettazione e la
gestione delle mobilità hanno rafforzato le competenze organizzative, digitali e progettuali dell’ente, migliorando
la capacità di costruire partenariati internazionali e di sviluppare reti europee di cooperazione.
Le mobilità hanno inoltre aumentato la visibilità dell’associazione sul territorio, favorendo nuove adesioni
e consolidando il senso di appartenenza dei soci già coinvolti. La disseminazione delle esperienze attraverso
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e partecipanti: una lettura comparativa tra Paesi136 - Epale Journal | n. 19 June 2026 experiential contributions – ria-ae framework
incontri, visite, racconti dei partecipanti e strumenti digitali ha contribuito a diffondere una visione dell’educazione
degli adulti centrata su inclusione, apprendimento permanente e partecipazione attiva.
Un ulteriore elemento rilevante riguarda il confronto tra partecipanti dello Staff operanti in ruoli di-
versi nello stesso contesto ma spesso con visioni divergenti, i quali al termine della mobilità hanno
assunto un comportamento meno rigido e maggiormente autocritico. La visita agli Istituti peniten-
ziari è stata in tal senso molto significativa per tutti i membri dello Staff, ma soprattutto per gli edu-
catori e per il personale di Polizia Penitenziaria. L’incontro con metodologie differenti e con sistemi
formativi meno rigidi e meno formali, più orientati al benessere e all’autonomia di apprendimento
della persona, ha permesso allo Staff di ripensare in modo critico alcune modalità operative adottate
nei contesti locali.
8. Discussione
Le esperienze osservate confermano che l’educazione degli adulti può assumere una funzione profondamente
trasformativa quando viene costruita attorno ai principi dell’inclusione, della partecipazione attiva e del benessere
relazionale. Erasmus+ non rappresenta soltanto uno strumento di apprendimento internazionale, ma anche un
dispositivo capace di promuovere autonomia, empowerment e riconoscimento sociale.
Nel caso degli adulti con disabilità cognitive o vulnerabilità sociali, la partecipazione a contesti interculturali protetti
e cooperativi favorisce lo sviluppo dell’autostima, delle competenze relazionali e del senso di appartenenza.
In questo senso, l’esperienza conferma quanto sostenuto dalla ricerca pedagogica contemporanea: gli adulti
apprendono in modo più efficace quando sono coinvolti emotivamente, quando possono sperimentare
concretamente ciò che apprendono e quando l’ambiente educativo valorizza la persona nella sua globalità.
L’esperienza nei contesti penitenziari spagnoli ha inoltre mostrato come ambienti dignitosi, laboratori creativi e
incentivi concreti possano incidere positivamente sui percorsi di rieducazione e reinserimento sociale.
9. Conclusioni
L’esperienza Erasmus+ descritta evidenzia come l’educazione degli adulti possa svolgere una funzione
trasformativa individuale ma anche sociale quando si fonda su inclusione, partecipazione e benessere relazionale.
Le mobilità internazionali non sono soltanto occasioni di apprendimento professionale e linguistico, ma veri
percorsi pedagogici capaci di rafforzare autonomia, empowerment e riconoscimento sociale, soprattutto nelle
persone più fragili.
La possibilità di vivere contesti interculturali cooperativi contribuisce a sviluppare autostima, competenze
relazionali e senso di appartenenza comunitaria. In questa prospettiva, Erasmus+ si conferma uno strumento
importante per la costruzione di una cittadinanza europea inclusiva e per la promozione del diritto
all’apprendimento permanente per tutti.
Note
1 Maria Teresa Caccavale è Ambasciatrice Erasmus+ ed ex docente in carcere.
Riferimenti bibliografici
• Bandura, A. (1997). Self-Efficacy: The Exercise of Control. New York, NY: Freeman.
• Commissione Europea (2020). European Skills Agenda for Sustainable Competitiveness, Social Fairness and Resil-
ience. Bruxelles, Belgium: Commissione Europea.
• Dovigo, F. (2026). Ripensare l’inclusione: Riflessioni e pratiche per l’apprendimento e la partecipazione. Milano, Italy:
Mondadori Università.
L’impatto di Erasmus+ nell’educazione degli adulti su organizzazioni
e partecipanti: una lettura comparativa tra Paesi137 - Epale Journal | n. 19 June 2026 experiential contributions – ria-ae framework
• European Commission. (2025). Erasmus+ annual report 2024. Luxembourg: Publications Office of the European
Union. Retrieved from https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/513afdc9-c05c-11f0-a612-01aa75ed71a1/
language-en.
• Freire, P. (1970). Pedagogy of the Oppressed. New York, NY: Continuum.
• Jarvis, P. (2004). Adult Education and Lifelong Learning: Theory and Practice. London, England: Routledge.
• Kolb, D. (1984). Experiential Learning: Experience as the Source of Learning and Development. Englewood Cliffs, NJ:
Prentice Hall.
• Mezirow, J. (1991). Transformative Dimensions of Adult Learning. San Francisco, CA: Jossey-Bass.
• OECD (2021). Skills for Inclusion and Adult Learning. Paris, France: OECD Publishing.
• UNESCO (2016). Recommendation on Adult Learning and Education. Paris, France: UNESCO.
• World Health Organization (2001). International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF). Geneva,
Switzerland: WHO. 
 
 

PRESENTAZIONE DELL'ASSOCIAZIONE HAPPY BRIDGE


 

 

Quindici anni fa nasceva l'Associazione Happy Bridge🩷, con quattro amiche (Sandra, Rosita, Gabriella e Renata) che ringrazio infinitamente e che con me volevano creare un ponte tra il carcere e la società civile. Non c'era nessun altro scopo se non quello di aprire qualche varco da cui potesse entrare un pò di luce in un mondo buio e dimenticato.  

Ci sono porte che si aprono. E porte che si chiudono. Una porta può separare due stanze. Ma una porta può anche separare una persona dal resto del mondo. Quando quella porta si chiude, cosa rimane? Rimane una persona. Con la sua storia. I suoi errori. Le sue paure. Ma anche con la possibilità di cambiare. È da qui che comincia il viaggio di Happy Bridge.

Abbiamo organizzato spettacoli musicali, corsi di varia natura tra cui il primo corso di yoga a Rebibbia C.R., uno sportello di ascolto e uno sportello legale, tutto in modo gratuito e in autofinanziamento. Ognuno di noi, insieme ai tanti volontari (Antonio, Marco, Angelo, Lisa, ecc.) che si sono aggiunti, era presente con le proprie competenze e soprattutto con cuore aperto ed era un punto di riferimento per le persone detenute. Un amore verso gli ultimi che ancora oggi ci guida nelle nostre attività e ci fa andare avanti nonostante le tante difficoltà e le condizioni carcerarie notevolmente peggiorate. Il carcere è ancora un mondo sconosciuto a molti, un mondo da abbattere e ricostruire seguendo nuovi modelli più umani ed inclusivi.

venerdì 19 giugno 2026

INTERVISTA AL BAGNINO ALì DI S. MARIA AL BAGNO

 Una simpatica chiacchierata con Alì, pakistano e bagnino di S. Maria al Bagno, (Salento - Puglia) sulla situazione in Pakistan


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domenica 10 maggio 2026

INTERVISTA AI RAGAZZI SCOUT

Una gradevole chiacchierata con Irene e Francesco, relatori del Gruppo 1 degli scout di S.Paolo con la presidente dell'Associazione Happy Bridge


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